Malattie autoimmuni

Malattie autoimmuni

Con malattie autoimmuni intendono patologie determinate da reazioni immunitarie, in cui il sistema immunitario attacca e danneggia i propri tessuti e organi, scambiandoli per agenti esterni pericolosi. Sclerosi multipla, Tiroidite autoimmune di Hashimoto, morbo di Basedow, Artrite reumatoide, morbo di Crohn, Diabete di tipo 1, Celiachia, Rettocolite Ulcerosa, Vitiligine, Psoriasi, Epatiti autoimmuni… sono solo alcune delle manifestazioni di disordini immunitari che possono rendere la vita del paziente difficile. Le malattie autoimmuni colpiscono nell’80% dei casi le donne. Il rapporto rispetto agli uomini però è variabile: nel caso della sclerodermia o sclerosi sistemica, il rapporto è di 7-8 donne a 1, nel caso del lupus, invece, la frequenza è dieci volte maggiore nelle donne che negli uomini. Sono poche le malattie autoimmuni a prevalenza maschile mentre solo in alcuni casi la frequenza fra i due sessi è simile. Questa maggiore predisposizione all’efficienza e all’aggressività del sistema immunitario femminile potrebbe essere legato sia a fattori ormonali, che genetici. Su molte di questa patologie l’intervento nutrizionale può essere fondamentale nella riduzione della sintomatologia e quindi nel miglioramento della qualità della vita, in particolare Tiroidite di Hashimoto, Psoriasi, Morbo di Crhon, Rettocolite Ulcerosa, Artrite Reumatoide, Celiachia, Diabete di tipo 1 rispondono molto bene a specifici interventi nutrizionali.



Nonostante ogni malattia sia un caso a sé stante, con manifestazioni diverse che vanno di volta in volta valutate, il minimo comune denominatore è l’infiammazione organica, che spesso impedisce la regressione dei sintomi, accentuando stanchezza, gonfiore, dolori articolari e alterazioni dei valori negli esami ematici. Proprio il controllo dell’infiammazione è uno dei cardini dell’approccio nutrizionale alle malattie autoimmuni, che avviene attraverso:

• Il controllo del carico glicemico dei pasti, per ridurre gli sbalzi di glicemia e quindi la produzione di insulina
• L’eliminazione di alimenti proinfiammatori
• L’introduzione di alimentai antiinfiammatori
• La regolazione e gestione delle funzioni intestinali, con particolare attenzione all’equilibrio del microbiota intestinale

Controllo del carico glicemico

Per evitare picchi glicemici e conseguenti picchi di insulina, che stimolano il perpetuare di stati infiammatori, è necessario che i pasti siano ben bilanciati. Oltre a scegliere carboidrati a basso carico glicemico come ad esempio i cereali integrali in chicchi, è opportuno abbinarli a fonti proteiche (animali di buona qualità o vegetali e/o di grassi buoni, come olio E.V.O. o frutta secca. Attenzione però alle quantità perché anche un eccesso di carboidrati può essere coinvolto in meccanismi proinfiammatori.


Alimenti Proinfiammatori

Tra gli alimenti maggiormente proinfiammatori troviamo tutto ciò che è industriale e/o confezionato per la presenza di conservanti, coloranti, dolcificanti e oli vegetali non extravergine. Anche la carne da allevamenti intensivi e il pesce allevato possono essere causa di infiammazione per l’elevato apporto di Omega 6 a discapito degli omega 3.

Alimenti Proinfiammatori

Tra gli alimenti maggiormente proinfiammatori troviamo tutto ciò che è industriale e/o confezionato per la presenza di conservanti, coloranti, dolcificanti e oli vegetali non extravergine. Anche la carne da allevamenti intensivi e il pesce allevato possono essere causa di infiammazione per l’elevato apporto di Omega 6 a discapito degli omega 3.

Alimenti antinfiammatori

Spezie come curcuma, zenzero, cannella, curry, paprika… hanno alto potere antiossidante, insieme a molte erbe aromatiche quali rosmarino, basilico e origano. È inoltre opportuno consumare frutta e verdura bio o a Km zero, uova biologiche o del contadino e seguire il più possibile la stagionalità dei prodotti vegetali, per diminuire la presenza sostanze nocive su frutta e verdura. Attenzione però che alcuni vegetali possono non essere adatti in alcune patologie, è il caso delle Solanacee (pomodori, melanzane, peperoni, patate…) e, nel caso specifico delle tiroiditi, delle brassicacee (cavoli, cavoletti, cavolfiore…).


L’importanza dell’intestino

Nelle malattie autoimmuni l’intestino ha un ruolo preponderante, risultando essere anche concausa delle manifestazioni di queste patologie. L’equilibrio della flora intestinale è fondamentale per mantenere la salute delle pareti intestinali, evitando quella che viene definita “permeabilità intestinale”, che è un indebolimento delle giunzioni delle cellule dell’intestino, che porta a malassorbimento dei nutrienti, oltre che evidenti disturbi quali gonfiore, diarrea ecc… Il microbiota inoltre è necessario per la produzione di vitamine e alte molecole benefiche per il nostro sistema immunitario, primi fra tutti gli acidi grassi a catena corta (SCFA) prodotti dalla fermentazione batterica delle fibre alimentari, che tra le loro molteplici funzioni, possono modulare la neuroinfiammazione e influenzare il sistema immunitario regolando la differenziazione, il reclutamento e l’attivazione di cellule immunitarie.

L’importanza dell’intestino

Nelle malattie autoimmuni l’intestino ha un ruolo preponderante, risultando essere anche concausa delle manifestazioni di queste patologie. L’equilibrio della flora intestinale è fondamentale per mantenere la salute delle pareti intestinali, evitando quella che viene definita “permeabilità intestinale”, che è un indebolimento delle giunzioni delle cellule dell’intestino, che porta a malassorbimento dei nutrienti, oltre che evidenti disturbi quali gonfiore, diarrea ecc… Il microbiota inoltre è necessario per la produzione di vitamine e alte molecole benefiche per il nostro sistema immunitario, primi fra tutti gli acidi grassi a catena corta (SCFA) prodotti dalla fermentazione batterica delle fibre alimentari, che tra le loro molteplici funzioni, possono modulare la neuroinfiammazione e influenzare il sistema immunitario regolando la differenziazione, il reclutamento e l’attivazione di cellule immunitarie.

 

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